di Enza Bronzuoli

“Night Ride” – Il primo album composto interamente di inediti della balkan band pugliese.

Un disco che, seppur contaminato da nuove influenze di genere, non tradisce l’identità sonora che da sempre appartiene al gruppo, dichiarando invece guerra agli schemi e agli stereotipi che spesso creano barriere culturali nella scena alternativa attuale.

municipalebalcanica

“Night Ride” raccoglie brani che coincidono con diversi episodi dello stesso racconto.

Pezzi differenti tra loro, ognuno con il proprio scenario, definito con un approccio quasi cinematografico, in cui tutto, dagli strumenti musicali utilizzati agli arrangiamenti alla lingua dei testi, contribuisce allo svolgimento delle scene. Le idee, le ispirazioni, l’urgenza espressiva del raccontarsi hanno spesso preso la forma tipica della canzone, sfruttando una possibilità comunicativa relativamente nuova per una band assai più legata agli sviluppi strumentali delle composizioni.

Il dualismo tra legame con la tradizione ed esplorazione del nuovo si manifesta nella stessa scelta della gamma di strumenti che parte dai classici fiati fin ad arrivare ai più recenti strumenti della musica elettronica.

La varietà del sound di “Night Ride” passa da un brano come “Rusty”, roccioso e pieno di asperità, al semplicissimo e notturno “Ogni stella”: se nel primo emerge l’indimenticata e insopprimibile vena istintiva della MB, nel secondo affiora invece la voglia di fare sintesi e lasciar parlare pause e sospiri per una semplice melodia lunare. Il disco include anche il singolo uscito ad aprile “Transylvania Party Hard” che ha riscosso un buon successo radiofonico restando in classifica per circa tre mesi e rientrando per diverse settimane nelle prime trenta posizioni della Indie Music Like.

L’esilio, la fratellanza, la disillusione, l’amore romantico, la passione, l’insopprimibile voglia di guardare lontano con determinazione, la ricerca della felicità oltre le difficoltà, questi sono i temi che affiorano nei nuovi brani.

In sintesi il progetto risponde principalmente al desiderio di raccontare, condividere paesaggi e storie di oltre quindici anni di vita di gruppo con un approccio definibile “etico” nei confronti dell’ascoltatore. La band ha dato la priorità alle singole storie confluite nelle canzoni e non c’è stata alcuna concessione alle leggi del marketing o della discografia che impongono stilemi e scelte obbligate. Il disco si presenta così come è nato, nella sua forma originale, senza preconcetti o passaggi costruiti a tavolino, in questo è onesto nei confronti del pubblico e della propria fanbase.

 

 

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